Ing. Andrea Baghi – AD Enterprise Costruzioni e Presidente della Sezione Costruttori Edili UPI

Anche il mondo dell’edilizia può (e deve) essere coinvolto in un approccio orientato allo Sviluppo Sostenibile. L’AD di Enterprise Costruzioni, Ing. Andrea Baghi, spiega l’attenzione degli “addetti ai lavori” per gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Come il mondo delle costruzioni si pone nei confronti dei target e degli obiettivi dell’Agenda 2030?

Il mondo delle costruzioni, inteso in senso ampio ossia quale somma delle aziende produttrici di materiali da costruzione nonché delle imprese di costruzione che realizzano il prodotto finito, ha accettato la sfida posta dall’Agenda 2030. La qualità “ambientale” degli edifici di nuova costruzione è sensibilmente migliorata così come l’industria che produce materiali da costruzione ha introdotto innovazioni significative.
Tuttavia l’oggetto miglioramento della “qualità ambientale del costruito” ha determinato uno effettivo “incremento dei costi” del prodotto finito (costi che negli anni si ripagheranno con i risparmi indotti dalla efficienza energetica ed ambientale) e questo, dopo 12 anni di crisi del settore immobiliare, non ha giovato.
Infatti se nel 2007 in Italia di ogni 10 alloggi compravenduti 7 erano usati e 3 di nuova costruzione, nel 2019 in Italia di ogni 10 alloggi compravenduti 9 sono usati e 1 è di nuova costruzione. Questo significa che i privati acquirenti “guardano al prezzo immediato” premiando l’acquisto di alloggi usati (che negli anni della crisi hanno perso notevolmente di valore) e di fatto rallentando (contro Agenda 2030) il processo di “sostituzione edilizia” da alloggi vecchi ed energivori (dunque inquinanti) ad alloggi nuovi con “emissioni di CO2 pari a zero”.
Del resto anche la fiscalità non aiuta: sull’acquisto di uno alloggio usato (prima casa) la tassazione è pari allo 1% del valore del compravenduto mentre sull’acquisto di uno alloggio nuovo (prima casa) la tassazione è pari al 4% (dunque 4 volte tanto).

Quali obiettivi sono maggiormente interessanti per le attività di Enterprise e come si sta adoperando l’azienda per il loro raggiungimento?

Enterprise è da più di 10 anni che ha intuito l’importanza dell’efficienza energetica nell’edilizia. Infatti il 40% delle emissioni di CO2 in atmosfera sono di competenza del “costruito” residenziale ed uffici, un altro 40% è di competenza del sistema industriale ed il residuo 20% è di competenza della circolazione di veicoli in genere (automobili, autocarri, treni non elettrici, navi ed aeroplani).
Quindi ben 10 anni fa, in anticipo rispetto al legislatore (europeo, nazionale e regionale), Enterprise ha realizzato il primo edificio di nuova costruzione ad “emissioni di CO2 pari a zero”.

Quali sono le soluzioni tecnologiche utilizzate nel progetto “Corte Cinghio” che meglio rappresentano l’impegno di Enterprise sui temi dell’Agenda 2030?

Enterprise nel progetto Corte Cinghio ha inteso “sintetizzare” le migliori “pratiche costruttive” in tema di efficienza energetica = ambientale declinando una idea cardine:

Il futuro è già qui!

Infatti, il complesso residenziale, progettato “NZEB” nel 2019, al termine complessivo dei lavori previsto per il 2023 (dunque 5 anni dopo) dovrà essere nel 2023 ancora innovativo. Dunque Enterprise ha inserito contenuti tecnologici NON obbligatori per legge MA essenziali in prospettiva: dunque edifici sempre innovativi.

In particolare ci riferiamo alle seguenti soluzioni tecnologiche:

  1. Ogni alloggio ha il proprio impianto fotovoltaico dedicato con predisposizione per la installazione (in futuro) di ”batteria di accumulo” per la massimizzazione del c.d. “autoconsumo” anzichè la immissione in rete. Questo accresce la “sensibilità ecologica” dell’acquirente che consuma direttamente per sé quanta più energia elettrica riesce a produrre “in proprio”. Ancora vi è un ritorno economico: infatti se l’energia elettrica “prelevata” dalla rete nazionale al privato costa “1”, quando il privato la immette in rete il Gestore Servizi Elettrici = GSE riconosce “0,25” dunque il rapporto è di 1 a 4!
  2. Ogni autorimessa ha installata la colonnina per la ricarica elettrica di autovettura full hybrid. Tale meccanismo interagisce in maniera intelligente con il contatore elettrico di casa dando la priorità allo utilizzo delle utenze domestiche.